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Mulehet

Il giardino paradisiaco dove il Veglio della Montagna raccoglie i suoi assassini

Marco Polo in costume tipico tartaro

Riassunto:

Cap XXXI: Del veglio della montagna, come fece il paradiso, e gli assessini.

Mulehet è una contrada dove visse il Vecchio della Montagna, Polo racconta che questi viveva in una reggia piena di lussi, ricchezze e vizi, del tutto simile al paradiso descritto da Maometto. Con l’inganno il Vecchio, assoldava ragazzi di dodici anni con l’intento di farne degli assassini. Alau, il signore dei Tartari, quando seppe di tali malvagità, distrusse il Vecchio, la reggia e il suo esercito di assassini.

Cap XXXI: Del veglio della montagna, come fece il paradiso, e gli assessini.
Mulehet (Milice) è una contrada ove 'l Veglio de la Montagna solea dimorare anticamente. Or vi conterò l'afare, secondo che messer Marco intese da più uomini. Lo Veglio è chiamato in loro lingua Aloodin. Egli avea fatto fare tra due montagne in una valle lo piú bello giardino e 'l piú grande del mondo. Quivi avea tutti frutti (e) li piú begli palagi del mondo, tutti dipinti ad oro, a bestie, a uccelli; quivi era condotti: per tale venía acqua a per tale mèle e per tale vino; quivi era donzelli e donzelle, li piú begli del mondo, che meglio sapeano cantare e sonare e ballare. E facea lo Veglio credere a costoro che quello era lo paradiso. E perciò 'l fece, perché Malcometto disse che chi andasse in paradiso, avrebbe di belle femine tante quanto volesse, e quivi troverebbe fiumi di latte, di vino e di mèle. E perciò 'l fece simile a quello ch'avea detto Malcometto; e li saracini di quella contrada credeano veramente che quello fosse lo paradiso. E in questo giardino non intrava se none colui cu' e' volea fare assesin[o]. A la 'ntrata del giardino ave' uno castello sí forte, che non temea niuno uomo del mondo. Lo Veglio tenea in sua corte tutti giovani di 12 anni, li quali li paressero da diventare prodi uomini. Quando lo Veglio ne facea mettere nel giardino a quattro, a dieci, a venti, egli gli facea dare oppio a bere, e quelli dormía bene tre dí; e faceali portare nel giardino e là entro gli facea isvegliare Quando li giovani si svegliavano e si trovavano là entro e vedeano tutte queste cose, veramente credeano essere in paradiso. E queste donzelle sempre stavano co loro in canti e in grandi solazzi; e aveano sí quello che voleano, che mai per loro volere non sarebboro partiti da quello giardino. E 'l Veglio tiene bella corte e ricca e fa credere a quegli di quella montagna che cosí sia com'è detto. E quando elli ne vuole mandare niuno di quegli giovani ine uno luogo, li fa dare beveraggio che dormono, e fagli recare fuori del giardino in su lo suo palagio. Quando coloro si svegliono (e) truovansi quivi, molto si meravigliano, e sono molto tristi, ché si truovano fuori del paradiso. Egli se ne vanno incontanente dinanzi al Veglio, credendo che sia uno grande profeta, inginocchiandosi; e egli dimand[a] onde vegnono. Rispondono: "Del paradiso"; e contagli tutto quello che vi truovano entro e ànno grande voglia di tornarvi. E quando lo Veglio vuole fare uccidere alcuna persona, fa tòrre quello che sia lo piú vigoroso, e fagli uccidire cui egli vuole. E coloro lo fanno volontieri, per ritornare al paradiso; se scampano, ritornano a loro signore; se è preso, vuole morire, credendo ritornare al paradiso. E quando lo Veglio vuole fare uccidere neuno uomo, egli lo prende e dice: "Va' fà cotale cosa; e questo ti fo perché ti voglio fare tornare al paradiso". E li assesini vanno e fannolo molto volontieri. E in questa maniera non campa niuno uomo dinanzi al Veglio de la Montagna a cu'elli lo vuole fare; e sí vi dico che piú re li fanno trebuto per quella paura. Egli è vero che 'n anni 1277 Alau, signore delli Tartari del Levante, che sa tutte queste malvagità, egli pensò fra se medesimo di volerlo distruggere, e mandò de' suoi baroni a questo giardino. E' stettero 3 anni attorno a lo castello prima che l'avessero, né mai non l'avrebboro avuto se no per fame. Alotta per fame fu preso, e fue morto lo Veglio e sua gente tutta. E d'alora in qua non vi fue piú Veglio niuno: in lui s'è finita tutta la segnoria. Or lasciamo qui, e andiamo inanzi.

Parafrasi
Mulehet è una contrada dove anticamente dimorava il Vecchio della Montagna. Ora vi racconterò la storia, come messer Marco la udì da più persone. Il Vecchio è chiamato nella loro lingua Alaodin. Egli aveva fatto fare in una valle tra due montagne il giardino più grande e più bello del mondo; in esso vi erano tutti i frutti e i più bei palazzi del mondo, tutti dipinti con bestie e uccelli d’oro. Vi erano dei canali: in uno scorreva acqua, in uno miele, in uno vino. C’erano fanciulli e fanciulle, i più belli del mondo e che meglio sapevano cantare e suonare e ballare; e il Vecchio faceva loro credere che quello fosse il paradiso per la seguente ragione: perché Maometto disse che chi andava in paradiso avrebbe avuto belle donne quante ne volesse e vi avrebbe trovato fiumi di latte, di miele, e di vino; perciò fece un paradiso simile a quello descritto da Maometto. I saraceni di quel paese credevano veramente che quello fosse il paradiso; nel giardino entravano soltanto coloro dei quali egli voleva fare degli assassini. All’entrata vi era un castello così fortificato che egli non aveva paura di nessuno. Il Vecchio teneva ala sua corte tutti giovani di dodici anni, che dall’aspetto promettevano di diventare uomini valorosi. Se il Vecchio ne voleva mettere nel giardino gruppi di quattro, di dieci, di venti dava loro da bere dell’oppio e quelli dormivano per tre giorni, li faceva portare nel giardino e al momento giusto li faceva svegliare. Quando i giovani si svegliavano là dentro e vedendo tutte quelle cose credevano veramente di essere in paradiso. E le fanciulle stavano continuamente con loro e cantavano e li divertivano; pertanto essi avevano ciò che volevano e quindi mai, per volontà propria, si sarebbero allontanati dal quel giardino. Il Vecchio tiene una corte bella e ricca e fa credere agli abitanti di quella montagna che sia così come vi ho detto. E quando egli vuole mandare uno di quei giovani in qualche luogo, fa dar loro una bevanda soporifera e li fa portare fuori dal giardino del palazzo. Quando essi si svegliano lì, si stupiscono molto e sono assai tristi d trovarsi fuori dal paradiso. Si presentano immediatamente dinanzi al Vecchio, credendolo un gran profeta, e s’inginocchiano. Egli domanda loro: - Di dove venite? – Rispondono: - Dal paradiso, - e gli raccontano tutto ciò che hanno veduto e hanno una gran voglia di tornarvi. E quando i Vecchio vuole fare uccidere qualcuno, manda a prendere quello tra giovani che è più vigoroso e lo incarica di ammazzare chi egli ha deciso; e coloro lo fanno volentieri pur di tornare al paradiso. Se si salvano, ritornano dal loro signore,; se sono presi, desiderano morire credendo così di tornare nel paradiso. E quando il Vecchio vuole fare uccidere un uomo, prende uno dei giovani e gli dice: - Va’, fai la tale cosa; questo ti ordino perché voglio farti tornare al paradiso -. Gli assassini allora vanno e lo fanno molto volentieri. E in questo modo nessuno scampa davanti al Vecchio della Montagna, se lui non vuole; e pertanto vi dico che parecchi sovrani gli portano il tributo per paura. Infatti nel 1262 Alau signore dei Tartari del Levante, che sapeva di tutte queste malvagità, pensò di annientarlo e mandò alcuni dei suoi baroni a questo giardino. Essi stettero tre anni davanti al castello prima di riuscire a prenderlo; e ma lo avrebbero preso se non per fame. Finalmente fu preso per fame, e morì il vecchio e tutti i suoi; da allora in poi non vi fu più alcun Vecchio: con lui finì tutta la stirpe. Ora lasciamo questo posto e andiamo più avanti.